Il compenso

"Un poeta improvvisatore prendeva dieci volte tanto rispetto al compenso di un operaio specializzato"

Il compenso ai singoli improvvisatori, uguale per tutti, buoni o meno buoni, ha sempre rispettato fino a questi ultimi anni una proporzione: dieci volte tanto una giornata lavorativa.

Già dai primi anni i comitati organizzatori riconoscevano la funzione alta, importante, da riconoscere anche materialmente in maniera chiara, del poeta, del lavoro intellettuale rispetto al lavoro materiale. Un poeta improvvisatore prendeva dieci volte tanto rispetto al compenso di un operaio specializzato come poteva essere in passato un mietitore o un innestatore.

Oggi il compenso è ancora più alto, rispetto a quella proporzione perché la domanda continua ad essere notevole mentre l’offerta si è ridotta notevolmente: non sono più di dieci i poeti in attività per cui il compenso medio di una gara si aggira sui settecento-settecentocinquanta euro per improvvisatore. ©Domus de Janas Editore

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