La gara a due o a tre

"L’essenza della contrapposizione è fra due cantadores"

Pozzomaggiore 1955

Seneghe 1956 Poeti, Buseddu, Cubeddu, Ortu, Mancosu

Nella gara poetica avviene, in maniera più alta, quasi sublimata, quello che capita nelle discussioni tra amici: se siamo in due a ragionare su un determinato problema, il ragionamento risulta molto più articolato, molto più diretto, molto più comprensibile e di conseguenza molto meno sfilacciato. La gara vera è tra due improvvisatori perché l’essenza della contrapposizione è fra due cantadores.

Quando i poeti sono tre, il ragionamento risulta, nonostante le loro migliori intenzioni, obiettivamente più sfilacciato. Ogni improvvisatore deve decidere, di volta in volta, a chi degli altri due rispondere: questo determina una difficoltà facilmente riscontrabile. Ciò non toglie che spesso una gara a tre sia così ben articolata nei suoi passaggi e nei suoi livelli e dislivelli da risultare soddisfacente per i protagonisti e, soprattutto, per il pubblico.

Se poi gli improvvisatori sono in quattro, anche se adesso è rarissimo, indubbiamente la difficoltà aumenta. Più sono gli improvvisatori su un palco e più difficoltà ci sono, per loro e per il pubblico che li ascolta. ©Domus de Janas Editore